Con il suo album, Giorgio Barbarotta ha segnato un punto di convergenza, dove l’anima musicale e quella poetica si incontrano e si sposano in un connubio unico: in una parola, “Snodo”.
Genere: Folk Rock Voto: 8.5/10
Con il suo album, Giorgio Barbarotta ha segnato un punto di convergenza, dove l’anima musicale e quella poetica si incontrano e si sposano in un connubio unico: in una parola, “Snodo”. Le 11 tracce presenti in questo suo ultimo lavoro (il quarto della sua carriera da solista) mostrano un Giorgio Barbarotta più cantautore che mai, capace di spaziare da tematiche sociali a testi più intimistici, reggendo il tutto con un’armatura armonica folk, rock e blues. La prima canzone di “Snodo” è un’amara riflessione sulla facciata di convenienza di alcune decisioni: “Buone nuove” parla infatti dell’opinabile scelta di assegnare il Nobel per la pace ad Obama, ed il testo esprime appieno l’incredulità di un tale fatto velata però da una sottile ironia. La tematica sociale ritorna in “Podere 41”, denuncia delle condizioni di lavoro dei raccoglitori dei pomodori del sud. Con “Noi” abbiamo a che fare con una ballad romantica le cui parole rivelano la natura poetica che questo artista trevigiano è capace di imprimere nei suoi testi più introspettivi. L’ironia di Barbarotta ritorna in “L’alchimista”, divertita metafora del mestiere di cantautore. Forse una delle canzoni più riuscite dell’intero album è la quarta traccia: “Riesci ad imbrogliare il tempo” è un piccolo gioiello di semplice lirismo, ma non per questo poco apprezzabile, che svela nel suo impianto armonico di ballad da cantautorato italiano un testo toccante per la dolcezza e la qualità delle sue parole. In “Sinfonia di maggio” sembra di ascoltare il De André dell’ultimo periodo con i suoi incalzanti brani folk: la canzone è infatti una festosa celebrazione delle meraviglie della natura che si risveglia e che infonde voglia di vivere, espressa attraverso toni bandistici-dionisiaci. Con “Che ne diresti” si conclude questo Cd: un finale che è una vera e propria preghiera, una richiesta di aiuto e di manifestazione attraverso questo personalissimo dialogo tra l’autore e il divino. Con “Snodo”, Barbarotta ha dimostrato di saper coniugare al meglio la sua anima di artigiano di parole con quella di musicista, in grado di confezionare un’opera che palesa la bravura di questo talentuoso cantautore. A qualsiasi ascoltatore non può sfuggire la bravura di questo cantante che si è immerso completamente in queste 11 tracce, dimostrando la sua essenza di artista completo.
