Gli "Snodi" di Barbarotta

Una parola per riassumere una carriera, un modo di essere, uno stile musicale. Il cantautore trevigiano Giorgio Barbarotta, di ritorno da un mini tour di quattro date in Austria, sta concludendo in queste settimane il suo nuovo album, ora in fase di mixaggio, di cui finalmente svela il nome: “Snodo”.

«Nel nuovo album confluiscono, più che nei precedenti, due facce dello stesso autore, - spiega Barbarotta. – Da un lato il cantautorato folk gioioso, dall’altro il rock elettrico, grintoso, talvolta rabbioso, intenso. Sono due elementi indipendenti tra loro, ma solidali, entrambi parte di me».

Snodo come convergenza di modi di essere di un cantautore partito con il rock, che ha poi esplorato la dimensione intima della canzone d’autore e la gioia del folk. Snodo anche come punto di incontro di esperienze: sul palco, con gli studenti delle scuole, all’estero. E snodo come reciproca influenza tra poesia e musica, le due “anime” dell’artista. Il nuovo album giunge a due anni di distanza da “Verso Est”, realizzato per il tour in Cina.

«Nel cd, ho inserito pezzi intimisti e molto personali e altri persino politici e di presa di posizione, - spiega Barbarotta, produttore artistico anche di una giovane band. - Si parte dal filone rock di denuncia con Buone nuove, che ho scritto quando Obama ha avuto il Nobel per la pace, dove parlo del rapporto con i potenti, e Podere 41 sullo sfruttamento dei lavoratori della raccolta di pomodori al sud. Però non ho fatto un album solo per gli aspetti negativi della vita, anzi, lo troverei riduttivo. Voglio esaminare le sfaccettature del vivere quotidiano». Ecco allora Dalla marea, fortemente ritmato, sul rapporto dell’uomo con la terra, o L’alchimista, metafora dell’autore di canzoni. «Arrivo al termine del cd al brano di chiusura Che ne diresti, sulla preghiera e il rapporto con il divino. E tutto cercando una sintesi, anche nelle immagini. Basti pensare al verso come scorpioni nel sonno» aggiunge Barbarotta.

Il vero test per l’artista è dal vivo, durante i concerti in Italia e all’estero. In Austria l’esperienza è nata su invito del direttore del festival del cinema di Freistadt: «Ci siamo esibiti in cinque date in quattro punti diversi dell’Austria e ho tenuto una lezione concerto al dipartimento di italianistica dell’università di Salisburgo», sottolinea Barbarotta. Come è stato parlare delle proprie poesie in italiano ad un pubblico di studenti austriaci? «Devo dire emozionante, anche perché i docenti hanno tradotto alcune mie poesie e racconti e le hanno recitate in austriaco. Poi ho proposto qualche pezzo in acustico». Di cosa ha parlato agli studenti? «Di creatività. Una grande arma per conoscersi. Non a caso una canzone del precedente album diceva un diario per conoscersi ed incontrare il mondo. Bisogna dare forma ai propri talenti attraverso la ricerca e la curiosità, non è solo passivo, è anche concreto. Bisogna crederci».

Leggi l'articolo originale