Barbarotta cantautore senza quiete, cd top-secret in arrivo
L'amore, la primavera della vita, la condivisione e lo sfruttamento, tra suoni legnosi e metallici
«Faccio un sacco di cose, non posso stare cheto!». D'altronde a dirlo è Giorgio Barbarotta, cantautore, poeta e scrittore, con all'attivo tre album da solista, due libri, collaborazioni con «Amnesty International», viaggi nei Balcani e in Cina, e un passato da rocker nella band «Quarto Profilo».
«Ho la sensazione che per fare qualcosa per il territorio si debba lavorare in fucine come Roma o Milano. Ma si può operare bene anche nella propria città d'origine come Treviso, e rendere così un servizio al territorio. Devi fare più fatica per avere molto meno, ma vuoi mettere?».
Dopo il cd «Verso est» eccolo in sala di registrazione con il quarto lavoro, sempre coadiuvato dal batterista Nicola «Accio» Ghedin, il bassista Stefano Andreatta e il chitarrista Giulio Moro. Titolo «top secret», anche se «sono undici brani dai forti contrasti. Due le direzioni: una riguarda la vita e l'amore. In questo periodo sono circondato da nascite, la corsa verso la primavera della vita. Ed ecco brani come: «Sinfonia di Maggio» e «Il motore è l'amore». A fianco della celebrazione dell'esistenza, l'altro verso riguarda la condivisione. «Sono delle canzoni dalla presa di posizione molto forte. Con "Podere 41" parlo dello sfruttamento dei lavoratori del Sud per la raccolta dei pomodori, e ancora le morti bianche». E poi brani che trattano del rapporto tra i poteri forti e la gente comune, i politici e i media. «Sono canzoni legate al folk, alcune dalle sonorità morbide e legnose, altre più ritmate ed elettriche».
Barbarotta annuncia che a breve terrà una lezione-concerto al Dipartimento di Italiano dell’università di Salisburgo, in attesa della pubblicazione di un cd di Amnesty International - ha vinto il premio della critica Amnesty - che propone due suoi brani.
