Giorgio Barbarotta, Un'Avventura Indimenticabile

Giorgio Barbarotta, Un'Avventura Indimenticabile: "La Musica serve per Comunicare, Per Conoscere, per Creare Scambi di Culture tra Persone che Parlano Lingue Completamente Diverse"  

A quasi un anno dall'esperienza di un tour in Cina, il cantautore trevigiano Giorgio Barbarotta conserva ancora vivo il ricordo dei concerti con la sua band in numerosi club rock da Beijing a Shangai, a confronto con una realtà nuova eppure stimolante. Un'avventura indimenticabile, che il musicista rifarebbe. Magari con un approccio più culturale, puntando ai teatri universitari cinesi.

Per il tour in Estremo Oriente, che si è svolto in agosto, il cantautore e poeta trevigiano ha pubblicato il cd "Verso est" con un booklet tradotto in cinese e inglese. L'album, nato proprio per il tour, comprende due suggestivi inediti, "Giorni del drago e del leone" e "Il cacciatore di sogni", oltre al re-master di tredici canzoni della produzione dell'artista. Al cd, illustrato con una tavola per brano (opera di una giovane artista trevigiana, Serena Conti), si accompagna la raccolta di poesie "Era Venere" (ed. Happy Leader), tradotta e distribuita in Cina in doppia lingua italiano-cinese.

Giorgio, come è stata la sua esperienza in Cina?

´Soddisfacente sia dal punto di vista del pubblico, che ha molto apprezzato le mie canzoni, sia dal punto di vista organizzativo grazie all'agenzia cinese che ha predisposto ogni dettaglio del tour.'  

Come è stato contattato?

´L'agenzia cinese mi ha contattato tramite il mio myspace, è stata un'occasione che ho colto, per la quale ho lavorato moltissimo.'

Ha pubblicato un album, prodotto due inediti, tradotto tutti i testi in cinese e inglese, raccolto le sue poesie in un libro anche in cinese. Lo spettacolo dal vivo era poi in italiano?

´In Cina volevo portare il mio spettacolo, lo stesso che eseguo qui in Italia, con un po' più di ritmo. Cantando in italiano e facendo molta ricerca sui testi, volevo che il pubblico capisse quello che stavo dicendo, per questo ho tradotto tutto in cinese e in inglese. Per dare un supporto scritto alle persone che venivano a sentirci.'  

Quali sono le città o gli aspetti che più l'hanno colpita della Cina?

'Pechino e Shanghai sono state due città cardine per il tour. Poi sicuramente le differenze culturali, sono molte. La musica però è un mezzo per conoscere e unire. Ci siamo mossi in treno da una città all'altra, dormito negli ostelli, vissuto la cultura cinese.'

Qualche altro italiano aveva mai fatto un simile esperimento? Con ed prodotto appositamente e tour?

´L'agenzia mi ha detto che si trattava di una cosa innovativa. Nessuno ha mai pensato di fare tutto questo per un tour in Cina".

Tornerebbe in tournee in Cina?

´Penso di sì, ma magari alzando il tiro. Punto ai teatri universitari cinesi. Se si trova un finanziatore, che purtroppo risulta essenziale in questi casi, posso costruire un progetto per tornarci.'

Da allora ha suonato moltissimo dal vivo nelle nostre zone, proponendo i brani di "In centro al labirinto", "Schegge (di vita propria)", e "Verso Est", più, ultimamente, qualche inedito. Vista la sua intensa attività live, dove ama di più suonare?

´Suono ovunque, purchè sia un luogo confortevole sia per l'artista sia per l'ascoltatore. E' una condizione per fare musica propria. Ho suonato in posti piccoli, medi, grandi. L'importante è avere buona sintonia con il gestore. Ho notato che negli ultimi tempi il mio repertorio è sempre bene accetto dove ci sono prodotti del territorio, quindi in enoteche, osterie con cucina tradizionale, cantine. Mi piace suonare tanto e scrivere canzoni.'  

Come trova la realtà musicale trevigiana? 

´Su questo tema ho scritto un brano, Galleggiando in provincia, ritratto della condizione mia e di molti altri musicisti. Si tratta non tanto di navigare in un grande mare su una grande nave, ma di avere un peschereccio in un piccolo mare. Altra metafora che uso è quella dell'artigiano della musica. Scelgo un legno con amore, ho qualche cliente, faccio bene il mio lavoro ma non sono l'Ikea.'

Soddisfatti dunque della propria dimensione conquistata a fatica?

´Certo, E' una dimensione in cui ci si trova, non ha importanza esibirsi in grandi stadi o vendere milioni di copie. Sono un musicista e ho il mio pubblico. L'importante è fare le cose con passione e qualità.'

Ha in cantiere un nuovo cd. Come sarà rispetto ai precedenti "Schegge (di vita propria)" e "In centro al labirinto"?

´Sarà ancora più autorale, nel senso di ancora più personale. Punto poi molto alla ricerca del suono. Scrivendo in italiano, dal punto di vista testuale è un mondo cantautorale, ma per quanto riguarda i suoni mi confronto con il folk, con il rock, con la struttura metrica del blues. Fa parte del mio linguaggio. Vorrei avere un disco con sonorità più schiette, come dire... ecco. Più organiche, più pulsanti. Per il suono, preferisco registrare in modo fedele allo strumento piuttosto che fare post produzioni.'

Tra quanto entrerà con la band in studio di registrazione?

´In questi due mesi suoniamo molto. Vorrei prima scrivere, registrare tutte le canzoni in pre-produzione, poi inviarle agli altri componenti della band. Quindi a fine agosto mettere a punto gli arrangiamenti e a in autunno entrare in studio di registrazione.'

I primi brani del nuovo ed si possono ascoltare anche nei concerti del cantautore: basti pensare a "Sinfonia di maggio", un brano fresco e piacevole, e "Dalla marea", che ricorda il duro lavoro dei pescatori. Nelle esibizioni dal vivo, Barbarotta cerca sempre di proporre scalette inedite, ripetendo il meno possibile i suoi brani. Ogni spettacolo è un'emozione nuova dove si fondono sonorità, suggestioni, atmosfere. I testi raccontano di viaggi, mondi lontani, esperienze vissute. Si passa dalla gioiosa "Inno alla vita", che si ispira al folk irlandese, a "Bal Ashram", fino "Balkanica", che suggerisce i colori delle terre dell'est dove il cantautore si è più volte esibito. Del cd "Schegge (di vita propria)" si possono apprezzare brani quali "Siamo ancora qui" o "La notte di San Lorenzo", più personali ed intimisti.

Con Barbarotta suona un gruppo di eccellenti musicisti: Nicola (Accio) Ghedin alla batteria, Mirco Michieletto al violino, Giulio Moro alla chitarra e Stefano Andreatta al basso e flauto traverso, www.giorgiobarbarotta.it.

BIOGRAFIA - Giorgio Barbarotta, artista "storico" della Marca proveniente dal rock, ha intrapreso a partire dal 2004 un percorso musicale improntato alla ricerca nella scrittura e negli arrangiamenti guadagnandosi una collocazione del tutto personale nell'ambito del mondo della canzone d'autore italiana con la pubblicazione degli album di canzoni inedite "Schegge (di vita propria)", "In centro al labirinto" e "Verso est" prodotti nell'arco di quattro anni col marchio GB Produzioni. Il suo impegno creativo Ë sfociato anche in due pubblicazioni letterarie ("Tra Le Pieghe Del Giorno" del 2007 per Vianello Libri ed "Era Venere" del 2009 per Happy Leader International, tradotto anche in cinese) che lo confermano non solo musicista, ma artista a tutto tondo; anche oltre confine, come dimostrano le tournee svolte nei Balcani e in Cina. Una delle canzoni di Barbarotta figura anche nel ed "'Ndemo Xente", progetto del cantautore Leo Miglioranza: Ë la divertente "Cansn dei burci", ispirata ad una sua poesia. Nella raccolta "Duemila papaveri rossi", dedicata a Fabrizio De AndrÈ, Barbarotta ha interpretato "Ho visto Nina volare" e "Fiume Sand Creek" con Angelo Michieletto.

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