Una domanda forse trita e ritrita da altri giornalisti, cosa è scattato nel tuo animo per lasciare i "Quarto Profilo"? Avete rotto i ponti in maniera definitiva come purtroppo avviene in alcuni gruppi?
Sono passati ormai sette anni. Si è trattato di una scelta naturale: volevo più contenuti a livello compositivo e meno vincoli di tipo formale. Amo la musica proprio perché è creatività. E poi all’epoca erano saltati tutti gli equilibri che tengono insieme una band.
Anche tu "in fuga" all'estero, se posso permettermi, e riconosciuto da paesi come la Bosnia-Erzegovina, la Cina... non premiato a Treviso come "miglior artista" ma a... Urbino..? Come mai apparentemente o forse in maniera evidente le persone del tuo stesso paese non hanno deciso di darti valore come artista? Forse lasciano il compito ad altri e non si curano di quello che gli sta intorno se non di sé stessi?
Non so se si possa parlare di “fuga”: la maggior parte dell’anno tengo concerti in un piccolo circuito di locali tra Treviso Padova e Venezia con buona presenza di pubblico e ne sono soddisfatto. Non è una scelta premeditata ma dettata dalle circostanze: o bussi la porta nei centri del potere o vivi in provincia e ti costruisci il tuo giro con passione e concretezza. Nonostante io scriva canzoni in in italiano, sono stato invitato a suonare nei Balcani e in Cina perché la mia musica ha radici folk-rock-blues, quindi un appeal che non ha confini. Nel libretto del cd “Verso est” le parole sono tradotte in inglese e cinese, idem in internet. Il MusicalBox di Urbino è uno dei pochi Festival dedicato interamente agli artisti indipendenti dove contano proposta musicale (composizione, arrangiamento, esecuzione), testi e presenza palco. Non ci sono logiche di mercato né televisione.
Le tue canzoni sono dense di sentimenti, emozioni, romanticismo, è la tua persona che esce fuori in quello che fai oppure come fanno altri cantanti o cantautori fai uso alchemicamente di "filtri d'amore imbottigliati e preconfezionati"?
Nessun filtro, ci mancherebbe. Quello che faccio è autentico. E comunque permettimi di correggere il tiro alla tua definizione, che trovo limitativa. La mia produzione è piuttosto ampia ed eterogenea. In centro al labirinto ad esempio è un album di 14 tracce che criticano i mali del nostro tempo, rivendicando ora più che mai la necessità di speranza, fiducia e armonia, che sottolineano l’importanza della comunicazione e solidarietà tra i popoli, che invitano a riprendere contatto con la madre terra recuperando e ripensando un rapporto pericolosamente in crisi. L’album si conclude con Stacca la spina, un brano che non lascia spazio ad equivoci. Non uso un linguaggio “urlato”, tutto qui.
La tua storia di uomo, di scrittore, di poeta in che paesi ti ha spinto sino ad oggi? Mai capitato di sentire un forte dolore ad abbandonare delle persone o un posto?
Stilare un elenco di luoghi fisici e metaforici sarebbe riduttivo e straniante. Diciamo che tutte le persone, e a maggior ragione gli artisti, non possono prescindere dai luoghi per la loro formazione individuale. Nei miei versi e canzoni si possono trovare uniti echi mediterranei e ritmi anglosassoni, frutto dei miei viaggi e dei miei ascolti, tematiche d’attualità o riflessioni intimiste, nate invece “affacciato alla finestra di casa”. Per quanto concerne il dolore: si è sempre accompagnato nella mia esperienza alla possibilità e alla curiosità di conoscere il nuovo.
Cosa pensi di chi "coltiva tristezza o malinconia"? Dovrebbe tentare di aprire un po' le tende della propria camera oscura e cercare di sorridere e ridere un po' di più oppure è meglio così, significa che la persona è "umana"?
Ognuno è fatto a modo suo con le proprie attitudini ed inclinazioni, indole e temperamento. Credo sia sempre auspicabile coltivare l’ambizione a migliorarsi, un bell’obiettivo. Di questo fa parte anche il vivere la vita con la giusta dose di ottimismo, spensieratezza e autoironia. Un po’ di equilibrio non guasta mai.
Gli eventi esterni, i drammi, i fatti positivi che capitano nel quotdiano tendono a farti evitare di aprire un giornale o di accendere la televisione oppure possono addirittura scaturirti nella composizione di un brano, di uno scritto o di un testo poetico?
I giornali e la televisione indugiano in modo eccessivo nella cronaca e non mi piace. Il resto lo seguo piuttosto volentieri. Non ci si può chiudere a chiave fuori dal mondo e dai suoi eventi. Tutti i fatti che ci riguardano singolarmente e/o collettivamente, a noi vicini e/o lontani, sono spunto di riflessione, elaborazione emotiva e possono confluire nel processo creativo in modo semplice e spontaneo.
Se ti dovessi trovare a scegliere tra un eremo, una casetta in mezzo ai campi, un appartamento o una casa nel centro storico di qualche città, cosa faresti? E quale zona sceglieresti, forse la Toscana come il famoso cantante Sting?
Se proprio potessi, sceglierei un eremo nei periodi di stanchezza e voglia di silenzio e introspezione; un rustico in mezzo a ettari di vigneti nel resto dell’anno! A parte gli scherzi, sono contento del mio mini mansardato appena fuori Treviso, una dimensione che mi è congeniale. La grande città è stancante, va bene per il lavoro, la movida o le visite a musei e monumenti.
Il tuo rapporto con l'amore ha vissuto momenti difficili in una società forse così contorta e a volte enigmatica? Sono state molte le ragazze che hanno tentato di metterti le catene al cuore?
La mia vita sentimentale ha vissuto dinamiche come quelle di tanti altri, in bene e in male. Ora fortunatamente sto vivendo un felice rapporto di coppia.
Ci sono libri o testi che hai scritto che sono rimasti inediti o che hai temuto di veder pubblicati?
A parte quelli a cui sto lavorando per il nuovo cd non molti per la verità. Chi scrive o compone in genere è attento alla divulgazione della propria opera, specialmente al giorno d’oggi, con i mezzi di divulgazione e le tecnologie esistenti, avanzate e facili da utilizzare. Se qualcosa sfugge non è poi così grave, per la gioia di chi ti segue.
Com'è il tuo mondo? Esistono gerarchie, classi sociali, ricchi da emancipare, poveri da dimenticare oppure come diceva Bob Marley in una sua canzone nel tuo mondo sei come un arcobaleno?
E’ un mondo incentrato su rispetto, onestà, buon senso, cultura, bellezze naturali, arte, spettacolo e vita all’aria aperta. Un utopia in cui è bello poter continuare a credere.
Cosa pensi di questa crisi economica?
Mi spiace sinceramente che tanta gente si sia trovata in difficoltà col lavoro e in ristrettezze economiche. Nel momento di difficoltà comunque, le persone tornano alle cose che contano. C’è purtroppo la netta sensazione in giro che i soliti pochi abbiano conservato potere, privilegi e tasche piene, a discapito di fallimenti e responsabilità.
Il futuro di Giorgio Barbarotta come sarà?
E chi lo sa? Di doman non v’è certezza. Intanto mi rimetto al lavoro...
