Appuntamento d'eccezione l'altra sera "Al Bagolo", in campo San Giacomo dell'Orio: si è esibito infatti Giorgio Barbarotta, cantautore trevigiano tra le maggiori promesse della musica leggera italiana di qualità. A conferma sono giunti due importanti premi, ritirati al Festival della musica indipendente di Urbino e al Festival della canzone d'autore di Padova. Un suo brano, inoltre, a tradire una delle sue fonti ispirative, è inserito nella compilation tributo a Fabrizio De Andrè "Duemila papaveri rossi". Un concerto corale durante il quale, assieme al suo gruppo (vi è pure un veneziano, Mirco Michieletto), Barbarotta ha ripercorso il già robusto repertorio dei due album pubblicati, "Schegge (di vita propria)" e "Al centro del labirinto", dimostrando come l'originale connubio tra canzone d'autore, rock acustico, folk e blues sappia coinvolgere i presenti. Particolarmente briose risultano alcune atmosfere balcaniche, e non a caso Barbarotta ha anche partecipato a due edizioni della Settimana della cultura italiana in Bosnia-Erzegovina, mentre riflessive e dagli ottimi testi (ha pubblicato anche una raccolta di racconti e poesie, "Fra le pieghe del mondo") risultano alcune ballate. Fra tutte "Conformista", duro ritratto di molti attardati yuppie del Nordest, territorio del quale Barbarotta si propone tra i più attenti cantori. Una moda, quella dei concerti ad orario aperitivo (è infatti iniziato alle sette di sera), che meriterebbe di essere seguita, anche per la piena compatibilità con la città. Titolare de "Al Bagolo" da un anno e mezzo circa è un giovane venticinquenne, Marco Cattapan, da sempre nella ristorazione. Infatti il locale, nel quale lavorano anche le tre graziose Lara, Alice e Federica, presenta anche un'ampia scelta di cucina, oltre ad essere un noto wine-bar assai frequentato, in particolare dagli studenti. Moderno l'arredamento dai colori in prevalenza rosso e giallo, e dalle luci di richiamo orientale. "Quella del concerto per l'aperitivo è un tentativo che stiamo portando avanti da un po' di tempo - spiega - il prossimo appuntamento sarà un concerto reggae. Io e la mia collaboratrice Lara avevamo già ascoltato Barbarotta, e proprio perché lo riteniamo una delle voci più interessanti, ci tenevamo ad invitarlo ad esibirsi da noi. Oltretutto, l'ampia sala interna si presta a questo tipo di concerto".
