Zero Branco.
Dalla propria città al mondo: un viaggio attraverso tredici canzoni in quello che potrebbe essere un racconto a tappe stile concept album anni '70. Si intitola "In centro al labirinto" il nuovo cd autoprodotto del cantautore trevigiano Giorgio Barbarotta, che sarà presentato domani sera, domenica, all'Altro Quando di Sant'Alberto di Zero Branco nell'ultima giornata del festival del locale. «Il labirinto è luogo in cui perdersi e ritrovarsi, e il suo centro è punto più lontano dall'uscita ma anche luogo da cui partire con la piena consapevolezza di se stessi, - ha spiegato Barbarotta, autore anche del libro "Tra le pieghe del giorno" - rappresenta la mente, la sfera emotiva, il corpo, un dedalo in cui è difficile orientarsi. Un concetto che si può estendere al mondo in cui viviamo».
Il progetto nasce dalla necessità per il cantautore di «uscire in completa libertà da schemi musicali già percorsi in passato ed è stato naturale pensare ad una partenza per altri luoghi». Le iniziative che hanno coinvolto il cantautore in questi mesi sono state perciò determinanti: «I concerti-reading mi hanno insegnato che porsi faccia a faccia con la gente è importante tanto quanto dialogare con un vecchio amico».
Le esperienze accumulate sono così convogliate in un album che ha come filo conduttore il viaggio.E l'emozione del partire e del perdersi in luoghi lontani si respira in ogni brano, da "In centro al labirinto", in cui la partenza dalla propria città è spunto d'osservazione e critica al nostro tempo, a "Per le strade del mondo", manifesto di libertà e speranza, dalla gitana "Gente di Almeria", porto andaluso simbolo di comunicazione tra i popoli, a "Inno alla vita", ballata folk dal sapore irlandese. "Eldorado" è surreale resoconto di una luna di miele naufragata in Perù, mentre "In rotta" racconta di una solitaria navigazione nel Mediterraneo. In "Balcanica", Barbarotta ha raccolto le esperienze del suo viaggio in Bosnia-Erzegovina, mentre "La via tra la seta e la luna" è un testamento per un amore perduto. "Non è ancora buio" è la traduzione di "Not dark yet" di Bob Dylan, mentre "Bal Ashram" è dedicata ad un asilo per l'infanzia abbandonata in India. Il cd si chiude con "Stacca la spina", appello per un libero commiato dalla vita. Il cantautore sarà accompagnato da S. Silenzi (chitarra), N. Ghedin batteria, S. Andreatta (basso), M. Michieletto (violino), che lo hanno aiutato anche nella realizzazione dell'album, oltre ad alcuni amici ospiti. Alle 21. Ingresso libero.
