Settembre 2008 - "IN CENTRO AL LABIRINTO" il nuovo bel lavoro di Giorgio Barbarotta, il secondo. Un nuovo album di inediti, a dstanza di tre anni dal precedente "Schegge (di vita propria)", per il cantautore trevigiano. Ne esce un CD di 58 minuti : bello Il CD : "In centro al labirinto". "In centro al labirinto" e' da pochissimi giorni nei negozi di dischi. Soprattutto in quelli del Veneto.
SETTEMBRE 2008. S'intitola "In centro al labirinto" (GB Produzioni) il nuovo cd originale di Giorgio Barbarotta. 13 pezzi in cui il cantautore trevigiano affronta il tema del viaggio - in senso sia fisico che metaforico - una sorta di racconto a tappe stile concept album anni "70. Un cd bello, questa seconda fatica discografica del settembre 2008 di Giorgio Barbarotta. Piace, ma non come il precedente "Schegge (di vita propria)" : un pelino piu' bello. "Schegge (di vita propria)" era piu' fresco nella sua acusticita'. Qui "In centro al labirinto" si sente un maggior lavoro di studio, negli arrangiamenti, che appesantisce qua e la' qualche brano. Ha suoni caldi e solari ed intimisti ed e' comunque una seconda bella prova ispirata per il trevigiano Barbarotta. "In centro al labirinto" apre con suoni tastieristici moderni. La title-track e' ripetitiva nell' elettronica, cantatuorale e jazzata nel resto. "Per le strade del mondoÓ suona molto Fairport Convention e Pentagle con Michieletto che la impreziosisce. E' gitana e flamencata "Gente di Almeria" : solare ma anche malinconica. "Inno alla vita" e la tipica ballata folk-pop dal sapore irlandese ispirata alle feste paesane di piazza. Ma Giorgio la incupisce nei fraseggi pre e post incipit. "Gea" e' Barbarotta style con un breve arpeggio di chitarra acustica e la voce calda di Giorgio nella quale una armonica ed un violino struggenti conferiscono al pezzo classe. Con "Eldorado" si va in America Latina, sulle Ande ed ai Caraibi : carina. Suoni di fuoco acceso e venticello con introspettive sperimentazioni blues-elettroniche in "Fuoco di bivacco" : pezzo interessante nelle sonorita' e nel recitativo di Giorgio. "In rotta" sembra uscire dalle sedute in studio del disco precedente. Piace quel suo modo di inserire il cantato tra chitarre alla Bruce Cockburn. "Balcanica" avvicina il cantautorale rockeggiante italiano a deviazioni zigane. Giorgio appoggia ai fraseggi il proprio controcanto. "La via tra la seta e la luna" suona tangheggiante e viaggiante con il violino che fa da filo conduttore. "Non e' ancora buio" e' parentesi intimista; traduzione della dylaniana "Not dark yet". Bella. Atmosfere semi-indiane in "Bal Ashram". Ma l' incipit e' Barbarotta style. Un po' troppo allungata la song. Struggente brano "Stacca la spina" che va a chiudere l' album. Voce quasi recitativa, pianoforte chopiniano; ed un velo di elettronica che va nel 14esimo ghost pezzzetto... Il cd "In centro al labirinto" (GB Produzioni) e' ben confezionato ed ottimamente prodotto. A Giorgio manca una grande casa di distribuzione perche' "In centro al labirinto" ed anche il precedente "Schegge" (primavera 2005) meritano di essere ascoltati da molti e non solo dai piu' fortunati che riescono a conoscerne l' esistenza ed a trovarlo e metterlo nel lettore. Barbarotta spiega cosi' il titolo :"Il labirinto, rappresenta il luogo in cui perdersi e ritrovarsi, ed il suo centro, e' una idea ambivalente : punto piu' lontano dall'uscita, ma anche luogo da cui partire con la piena consapevolezza di se stessi."
Giorgio Barbarotta, voce, cori, leslie, cembalo, flauto, armonica, effetti, maracas nacchere e pianoforte. Hanno suonato nel disco : S. Silenzi chitarre, N. Ghedin batteria, S. Andreatta basso, M. Michieletto violino, ed alcuni amici ospiti come Vendramini sax, Lenardi elettronica e fender rhodes, Li Volsi pianoforte, Valfre' effetti, Gatto percussioni, Da Silva percussioni, Cavacece tromba.
