Abbiamo già parlato del cantautore Giorgio Barbarotta in occasione del suo primo cd Schegge (di vita propria) del 2005 (R306) e del suo libro Tra le pieghe del giorno (R325), ottimi biglietti da visita di un autore cresciuto in una band rock e poi indirizzatosi verso un cantautorato raffinato e ricco di pregevoli sfumature. Benchè, un po' per necessità e un po' per avere il totale controllo delle proprie intuizioni, continui nella strada dell'autoproduzione, con In centro al labirinto Barbarotta dimostra ancora una volta che in fase di scrittura non gli mancano certe doti di descrizione sensibile e di acuta sintesi, così come nella produzione, con l'aiuto della sua band, le canzoni prendono un aspetto compiuto nella melodia e nelle sonorità. Proprio il suono del disco, grazie al lungo lavoro di studio, costato mesi di puntigliosa devozione e affrontato con una determinazione ed un entusiasmo fuori dal comune, risulta professionale e perfettamente a suo agio in una situazione in gran parte acustica. Tutto è lontano dalle mode e dalla tecnologia, c'è più il sentore di un gusto artigianale nel fare musica, con l'attenzione ai particolarei e alle buone vibrazioni. Giorgio Barbarotta non è un cantautore ancorato al passato, guarda in avanti grazie a liriche intelligenti e ben scritte e a melodie dirette e essenziali. Gea, Bal Ashram, Balcanica e Eldorado hanno anche quell'orientamento etnico frutto di una preparazione musicale e di un'apertura mentale di un certo stampo. Ora gli manca solo una distribuzione più capillare. Se lo merita.
