Nuovo lavoro per Giorgio Barbarotta, musicista e scrittore trevigiano, che torna in scena con l'album "In Centro al Labirinto", tredici nuove canzoni che spaziano dal folk al blues, confermandolo come una figura emergente della canzone d'autore italiana, con una non indifferente esperienza di concerti dal vivo in Italia e all'estero. Dopo l'esordio solista di "Schegge (Di Vita Propria)" del 2005, questa è la seconda tappa della carriera in proprio di questo ecclettico compositore. Lasciatosi alle spalle l'esperienza rock dei Quarto Profilo (con cui ha inciso quattro albums dal 1995 al 1992), Giorgio Barbarotta ha sviluppato uno stile che, senza rinnegare il passato, si arrichisce di nuovi spunti creativi, risultando decisamente originale. In particolare, l'uso di strumenti come chitarra acustica e violino danno un tono decisamente particolare alle sonorità di questo disco, valorizzate da arrangiamenti essenziali quanto eleganti, e da preziosi spunti melodici. Dai momenti più ritmati (come "Eldorado" e "Balcanica") a quelli più rilassati (come la bellissima "Non E' Ancora Buio", con un'armonica indiscutibilmente dylaniana), la musica scorre piacevole e rilassata, orecchiabile e mai banale. Si passa da episodi fortemente intimistici (l'ermetica "Fuochi Di Bivacco"), ad altri apertamente solari ("Tra La Seta E La Luna"), che ricorda tanto classici senza tempo come la "Franziska" della premiata ditta De Andrè/Bubola, o come la spagnoleggiante "Gente Di Almeria", degna del miglior Willy De Ville. Un insieme di influenze ben amalgamate, che si armonizzano con gusto ed equilibrio, rivelano l'autorevole personalità di un artista ispirato e preciso, che cura minuziosamente ogni particolare delle sue opere. Un'ottimo lavoro di produzione esalta una proposta di qualità, semplice quanto immediata, mai autocompiacente, che rinnova la tradizione dei cantautori italiani con risultati assolutamente convincenti.
