Schegge (di vita propria)

  • Giorgio Barbarotta
  • Giorgio Barbarotta
  • GB Produzioni
  • G. Barbarotta
    S. Silenzi
    N. Ghedin
    A. Michieletto
    S. Andreatta
    M. Michieletto
    G. Li Volsi
  • Giorgio Barbarotta
    Stefano "Steve" Silenzi
    Nicola "Accio" Ghedin
    Angelo Michieletto
    Stefano Andreatta
    Mirco Michieletto
    Giacomo Li Volsi
    Anna Tonini
    Andrea Valfrè
  • Registrazione:
    Andrea Valfrè - Magister Studio
    Mix:
    Andrea Valfrè
    Giorgio Barbarotta
    Stefano Silenzi
    Mastering:
    Dario Caglioni
    No shoes Studio
    Pre-produzione:
    Stefano Silenzi
    Foto concept e grafica:
    Chiara Di Vincenzo
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Schegge (di vita propria) comprende 11 inediti e 5 brani storici di Giorgio Barbarotta riproposti con nuovi arrangiamenti. La veste semiacustica dei brani nasce dalla volontà di valorizzare la poetica dei testi e l’espressività vocale del cantautore. Le canzoni sono riconducibili a una sorta di autobiografia musicale dell’artista trevigiano.

Dopo l’Ouverture, quasi un sipario che si apre all’inizio dello spettacolo, un’energia creativa e sincera ed un linguaggio scelto ma immediato permeano ogni testo, dall’omaggio sommesso ai grandi padri del blues in L’osteria del blues, alla più delicata offerta d’amore in La promessa; dalla ricercata e rassicurante quotidianità di una serata con gli amici di sempre in A domani, al volo sognante e nostalgico in La notte di S. Lorenzo; dalle speranze violentemente infrante di chi cerca una nuova vita nel nostro Paese in Vuoti di memoria, ai consueti ricordi di storie passate, più o meno dolorosi, in Quello che rimane e Quando l’amore mostra i suoi limiti; dalla cinica consapevolezza delle odierne apparenze in Conformista, al fiducioso e poetico sguardo sul futuro in Notturno; dalla consapevolezza della possibilità di convivere coi propri sensi di colpa in Attimi, al racconto pacato della successione degli eventi e dello scorrere sereno del tempo in Siamo ancora qui; dallo sguardo affettuoso ma distante sul mondo esterno in Luci sulla città, all’esortazione ad essere consapevoli delle proprie radici e del proprio percorso esistenziale in Ricordati, fino a giungere all’aggressività corale di Voci, riproposizione di una delle canzoni più profonde ed amate dal pubblico del cantautore; poi, in chiusura, quasi fosse una ghost-track, la giocosa e volutamente storpiata La ballata dell’ubriacone

Il cd vede la produzione artistica dello stesso Giorgio Barbarotta (che ne è anche produttore esecutivo) a quattro mani con Stefano Silenzi, a seguire un percorso iniziato anni addietro con la collaborazione dei due nel gruppo Quarto Profilo, poi abbandonato per motivi artistici. 

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