'Ndemo Xente

  • Leo Miglioranza
    G. Barbarotta
    D. Camerin
    A. Cendron
    A. Ceschin
    A. Ferracin
    G. Nuti
  • OPS Officine per lo Spettacolo
  • OPS Officine per lo Spettacolo & Regione Veneto
  • Leo Miglioranza
    Valentino Favotto
    Nicola "Accio" Ghedin
    Stefano Andreatta
    Antonio Chiarparin
  • Leo Miglioranza
    Valentino Favotto
    Nicola "Accio" Ghedin
    Stefano Andreatta
    Stefano Maroelli
    Mauro Gatto
    Mattia Martorano
    Piergiorgio Caverzan
    Marco Napoletano
    Christian Tonello
    Mirco Benedetti
    Banda Comunale di Treviso
    Giorgio Barbarotta
    Ricky Bizzarro
    Erica Boschiero
    Davide Camerin
    Alberto Cantone
    Alberto Ceschin
    Massimo Francescon
    Iseo Pin.
  • Registrazione
    mixaggio e master:
    Marino De Angeli
    Majestic Studio
    Registrazione Banda Comunale di Treviso:
    Atracoustic Studio
    Concept e grafica:
    Alberto Ceschin
    Opera in copertina:
    Alberto Tavernaro
    Foto:
    Stefano Maroell
Richiedi "'Ndemo Xente"

'Ndemo Xente è un progetto dall'Associazione Culturale OPS Officine per lo Spettacolo, realizzato con il contributo della Regione del Veneto attraverso il bando della Legge regionale 13 aprile 2007 - numero 8 "Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale Veneto", che ha coinvolto una trentina di artisti della provincia di Treviso che da anni interagiscono, spesso lavorando insieme e producendo musica propria. Ne è nato un cd di canzoni inedite che vede in veste di direttore artistico e interprete principale Leo Miglioranza, autore di 8 delle 14 canzoni presenti nella raccolta, tutte scritte interamente in lingua veneta. Le restanti sei portano la firma di altrettanti cantautori trevigiani: Giorgio Barbarotta, Davide Camerin, Alberto Cendron, Alberto Ceschin, Antonio “Mastro Buba” Ferracin e Gianluca Nuti.

Il cd si propone, senza in alcun modo essere un’opera nostalgica o di retorica tradizionalista, come fotografia del dialetto trevigiano nella sua forma attuale, così oggi come viene parlato in particolare nell'area della cosiddetta Destra Piave. Si tratta di una lingua viva che ben si presta a raccontare la provincia veneta di ieri e di oggi: le tradizioni che si perpetuano e tramandano ai giovani come il "panevin" o la raccolta dell'uva, o i mestieri scomparsi, come i “majeri” e i barcaioli fluviali dei "burci", le dicerie e leggende popolari come il "mazariòl" o i segni indelebili della grande guerra che ha segnato tutto il nord-est nella toccante Na coeomba bianca. Le canzoni, con arrangiamenti moderni, parlano di ieri per capire il presente e riscoprire il contatto, oggi spesso perduto, con gli elementi naturali, terra, acqua, aria e fuoco.

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