Suonare a Venezia

Suonare a Venezia ha sempre qualcosa di magico e avventuroso. Non v'è retorica alcuna, si tratta della pura e semplice verità. Giovedì 8 il concerto è al Bagolo, inizio ore 19, per l'aperitivo. 

Giungere in furgoncino dopo Ponte della Libertà, il cui nome è già una garanzia, direttamente in banchina e scaricare la strumentazione dal bagagliaio alla barca (le trasporto merci credo si chiamino "caorlina" o qualcosa del genere, chiederò consulenza ai veneziani alla prima occasione) è operazione inconsueta. Ancor più inconsueto è recarsi al luogo del concerto, Campo San Giacomo, in piedi o accucciati in mezzo a casse spia, chitarre e bassi in custodie, casse, rulli, aste e quant'altro, scivolando a cielo aperto attraverso i canali in chiaroscuro nella sera.

Pioggerellina e freddo robusto non sembrano intaccare la suggestiva spedizione musicale. Qualche sguardo e commento a naso all'insù passando sotto il ponte di Calatrava alla ricerca di proibite trasparenze e poi commenti ai 20 / 22 milioni di euro in fase di lavorazione supplettiva pro (giustamente) disabili (o "meno abili" come sottolineano alcuni puntigliosi). La stazione vista dal Canal Grande e non viceversa, all'insegna di un arrivo atipico e privilegiato senza ritardi treni etcetera etcetera. Quindi una inattesa e calda svolta a destra e un tuffo tra le case, con cucine affacciate sull'acqua e librerie uscite fuori dal serenissimo passato secolare. Ste (Andreatta) che imbracciaimbocca il flauto traverso d'ordinanza e via: note nell'aria con i passanti che si girano incuriositi. Accio tiene un ritmo lieve sullo djembè. Io canticchio sommessamente. 

La banda è arrivata. Occhio alle teste perchè il livello dell'elemento principe in laguna è alto stasera. I ponti più attempati ed economici sono molto bassi. Rischiasi  di conseguenza fratture al cranio o poderosi bernoccoli come minimo. Bruno, il nostro conducente, è quanto di più abile, cordiale e paterno potessimo incontrare, guida da quando aveva 8 anni. L'antitesi di Caronte. A bordo è il comandante in capo. Mi spiega che il motore a gasolio lo accendeva con l'aiuto del babbo da piccolo, non perchè non ne avesse la forza, quanto perchè c'era il rischio del contraccolpo. La leva era cattiva. Roba da finire a gambe levate. Ora di anni ne avrà quasi una sessantina. Ha una specie di colbacco in testa e due baffi fantastici grigio topo. Trasmette naturale gran simpatia. Guida la barca al centimetro, sorprendente.

Attracchiamo dopo 20 minuti di gitarella. Mirco (Michieletto, il nostro primo violino) è veneziano di nascita e di studi accademici, avendo suonato anche nel Teatro principe, La Fenice, così butta lui la cima su indicazioni di Bruno e la lega alla sponda attendo a non scivolare sulla limacciosa pietra dei gradini. Si smonta in velocità portando gli strumenti verso Il Bagolo, il locale dove ci aspetta la serata. Ad attenderci anche padre e fratello del sorridente Giulio (Moro, giovane e talentuoso ns chitarrista), che ci aiutano a trasportare il materiale.

Al Bagolo è un posto piccolino, bello, accogliente e gestito con grande capacità ed entusiasmo da Lara, che ci indica l'angolo palco. Si comincia. Tempo di fare musica. Venezia è un luogo fuori dal tempo, ideale per un concerto, per tradizione cittadina e per vocazione. Anche la musica è fuori dal tempo o, come dice Daniel Baremboim, la musica il tempo lo sveglia. Ma questa è un'altra storia. Storie notturne.

Giorgio                     

  • Live @ Campo San Giacomo - Venezia